Il Marocco supera il Canada con facilità: Ounahi dirige il gioco nella vittoria per 3–0
Il Marocco accede ai quarti di finale del Campionato del Mondo dopo una vittoria per 3-0 contro il Canada al NRG Stadium di Houston. L’incontro degli ottavi di finale era fermo sullo 0-0 all’intervallo, poi tutto è cambiato grazie alla doppietta di Azzedine Ounahi e alla rete nel finale di Soufiane Rahimi. Con 68.777 spettatori presenti e Michael Oliver a dirigere, i Leoni dell’Atlante sono stati compatti, cinici e spietati quando si sono presentate le occasioni. Achraf Hakimi ha servito l’assist per la prima rete. Brahim Díaz ha contribuito con due assist dalla panchina e su azione. Yassine Bounou ha gestito con sicurezza la pressione aerea e ha effettuato tre parate. Il Canada ha tenuto testa fisicamente al Marocco, ha esercitato una lunga pressione nella ripresa e riempito l’area avversaria sulle palle da fermo. Ma i numeri chiave rivelano perché il risultato finale è stato così netto.
Risultato e momenti chiave
Bisogna attendere il 50° minuto perché la partita si sblocchi. Hakimi sfonda sulla destra e serve Ounahi, che conclude con il destro per l’1-0. Il Canada risponde e continua ad accumulare calci d’angolo, ma la retroguardia marocchina vince i duelli decisivi. All’82’, Díaz imbuca ancora perfettamente per Ounahi, che realizza la sua doppietta personale. Nei minuti di recupero arriva il sigillo finale: Díaz inventa, Rahimi realizza di sinistro dall’interno dell’area per il 3-0. L’occasione migliore per il Canada nel primo tempo capita a Tani Oluwaseyi, che però trova la risposta del portiere. Nel secondo tempo, Jayden Nelson e Jacob Shaffelburg allargano il gioco, ma il guizzo giusto non arriva mai. Il Marocco gestisce il cronometro con falli intelligenti, spazzate e cambi nei minuti finali. Gli otto minuti di recupero nella ripresa non intaccano un vantaggio ben amministrato.
La gara resta intensa ma sotto controllo. Oliver ammonisce quattro canadesi e quattro marocchini nei due tempi, mentre i duelli si accumulano. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 dopo sei minuti di recupero, ma il Marocco aveva già trovato ritmo nella costruzione sulla destra. Da lì in poi, l’esperienza da dentro/fuori si vede in entrambe le aree: pochissime occasioni concesse, e tre create che hanno fatto la differenza.
Perché i numeri dicono 3-0
Il Canada ha primeggiato in alcune statistiche di volume, ma il Marocco ha saputo creare le occasioni che decidono le partite. I canadesi hanno tirato di più (11-5) e contato più tocchi in area (32-10). Hanno avuto anche una slavina di calci d’angolo (11-1) e collezionato 29 cross, di cui otto precisi. Tuttavia, il dato sui tiri in porta racconta un’altra storia: il Marocco ha centrato la porta quattro volte contro le tre del Canada, trasformando questi quattro tiri in tre gol. Il Marocco ha creato più occasioni nitide, 3 contro 1, segnando due di queste. Gli expected goals sono stati simili, con il Canada a 0,86 e il Marocco a 0,77: prova di quanto siano stati spietati i Leoni dell’Atlante quando sono arrivati davanti al portiere.
La difesa spiega tutto il resto. Il Marocco ha registrato 51 spazzate contro le 10 del Canada e ha vinto il 75% dei contrasti totali, con un perfetto 5/5 nella ripresa. Ha dominato nei duelli (53% a 47%), compreso il 56% in quelli aerei, frenando la pericolosità del Canada sulle palle inattive. Bounou ha aggiunto tre parate, due uscite alte e tre respinte, prevenendo 0,66 gol e garantendo una difesa solida e pronta a chiudere sulle seconde palle. Per il Canada, Maxime Crépeau chiude con -0,87 gol evitati e solo una parata: segno di quanto precisi fossero i tiri marocchini. Il Marocco si è anche distinto nella gestione del pallone in difesa, con 389 passaggi precisi su 472 tentati, impedendo al Canada di trovare occasioni di qualità nonostante la pressione.
Le dinamiche nell’ultimo terzo confermano la tendenza. Il Canada vanta 57 ingressi nell’ultimo terzo contro i 37 del Marocco e un successo del 64% nelle fasi offensive. Ma le incursioni dirette dei marocchini hanno trovato sempre i ricevitori giusti al momento giusto, grazie a uscite lucide e grande lavoro di sponda. Una volta avanti, gli ospiti hanno puntato tutto su compattezza e gestione del risultato, scambiando il controllo del campo con la solidità difensiva e puntate in ripartenza.
Piani partita e aggiustamenti
Le formazioni delineano subito lo scenario. Il Canada si dispone con un 4-4-2 aggressivo sulle fasce, con Stephen Eustaquio a dettare i tempi e i terzini a spingere alto. Il 4-2-3-1 marocchino bilancia le avanzate di Hakimi con un doppio mediano solido, passando poi a un compatto 4-4-2 in fase di non possesso. L’episodio che cambia presto la gara è l’infortunio di Ismael Saibari al 22’: entra Soufiane Rahimi che allunga la linea d’attacco. Una scelta che si è rivelata vincente proprio nel finale, quando le energie erano calate e le nuove forze hanno fatto la differenza. Sullo 0-0, i momenti migliori per il Canada arrivano dai palloni messi in area, ma i centrali marocchini respingono sempre il primo assalto.
La tripla sostituzione al 63’ da parte del Marocco dà nuova linfa alle fasce e al centrocampo. Sofyan Amrabat stabilizza la zona nevralgica, Chemsdine Talbi aiuta sulla fascia e in generale bloccano le corsie tanto gradite a Díaz per i suoi passaggi. Per il Canada, Cyle Larin entra al 63’ accanto a Jonathan David per trasformare il possesso in tiri, poi Promise David e Shaffelburg seguono al 78’ per tentare il recupero. Nelson e Osorio entrano all’87’ per mantenere la pericolosità sulle fasce. Il Marocco risponde con cambi difensivi, fra cui Marwane Saadane e Samir El Mourabet all’87’ per blindare il risultato. In sintesi, i cambi degli ospiti preservano la solidità e il clean sheet mantenendo sempre una minaccia in profondità. Tatticamente, nella ripresa la gestione del possesso vede il Canada in vantaggio (57%), ma i momenti chiave sono per il Marocco.
Azzedine Ounahi è stato il vero uomo decisivo e meritatamente il giocatore dell’incontro. Ottiene una Valutazione Sofascore di 9.1 con due gol su due tiri, entrambi nello specchio. Oltre alla realizzazione, ha collegato bene il gioco completando 33 passaggi su 42, di cui 11 nella metà campo avversaria. Ha realizzato anche un passaggio chiave e creato una grande occasione, mostrando di essere molto più di un incursore nel finale. Quattro falli subiti, tre spazzate e due recuperi aggiungono equilibrio a una prestazione completa a centrocampo. Il suo trasporto palla è stato uno dei tratti distintivi: 146,26 metri percorsi in totale e 42,62 di progressioni palla al piede. Anche i numeri post-tiro confermano tutto ciò: 1,4309 expected goals on target dimostrano la precisione delle sue conclusioni. In una partita decisa dai dettagli, Ounahi ha trasformato il minimo in massimo sul tabellone.
Azzedine Ounahi esulta durante una partita dei Mondiali FIFA 2026 tra Canada e Marocco. Grzegorz Wajda / Ball Raw Images Houston Houston Stadium USA Copyright: xGrzegorzxWajdax GW_CANvMOR-52
Intorno a lui, i compagni hanno suonato le note giuste. Brahim Díaz serve due assist e due passaggi chiave, orchestrando il gioco tra le linee. Achraf Hakimi crea la prima rete, vince due contrasti e guida personalmente la pressione difensiva sulla fascia destra. In difesa, Noussair Mazraoui (7.9) colleziona 10 spazzate e vince 11 duelli, mentre Issa Diop (7.5) aggiunge 10 spazzate e 69 passaggi completati su 75. E quando il Canada riesce ad arrivare in area, Bono (7.7) risolve con sicurezza, senza sbavature.
Altri protagonisti e la spinta del Canada
Stephen Eustaquio guida il Canada con una Valutazione Sofascore di 7.4, e i suoi numeri raccontano la voglia della squadra. Serve 64 passaggi, effettua 10 cross (quattro precisi) e crea tre occasioni. Tani Oluwaseyi è vivace nei suoi 63 minuti: 0,35 xG, due tiri e una grande occasione sfiorata. Ali Ahmed realizza quattro tackle, un’intercettazione e un passaggio chiave prima del cambio. Shaffelburg e Nelson, entrati dalla panchina, danno energia e servizio sugli esterni, combinando tre cross riusciti e due occasioni create. Il gioco sulle palle inattive e la spinta dalle corsie laterali producono volume, ma trovano sempre un muro di maglie rosse in area.
Il gruppo difensivo del Marocco si prende i meritati complimenti. Oltre alle statistiche principali su spazzate e duelli vinti, Redouane Halhal chiude con 63 passaggi riusciti su 66 e sei recuperi, consolidando la sinistra. Neil El Aynaoui e Ayyoub Bouaddi si dividono il lavoro in mezzo, sommando 75 passaggi precisi e letture difensive importanti. Chemsdine Talbi, subentrato, vince due contrasti, mentre Saadane è prezioso nei giochi aerei nel finale per mantenere la porta inviolata. La disciplina collettiva ha impedito al Canada, nonostante 11 calci d’angolo e 32 tocchi in area, di essere davvero pericoloso. Come squadra, i Leoni dell’Atlante hanno gestito il rischio e colpito quando si apriva lo spazio: una ricetta vincente nelle sfide a eliminazione diretta.
Il Marocco passa il turno con una prova di maturità fatta di controllo difensivo e cinismo sotto porta. Il Canada esce a testa alta, dopo un assalto che ha portato più territorio che pericoli nelle aree decisive. Per la statistica completa, le Heatmap dei giocatori e tutte le Valutazioni Sofascore, visita la pagina del match su Sofascore. Questa partita si è decisa in entrambe le aree, e il Marocco le ha fatte proprie.
Il Marocco supera il Canada con facilità: Ounahi dirige il gioco nella vittoria per 3–0
Il Marocco accede ai quarti di finale del Campionato del Mondo dopo una vittoria per 3-0 contro il Canada al NRG Stadium di Houston. L’incontro degli ottavi di finale era fermo sullo 0-0 all’intervallo, poi tutto è cambiato grazie alla doppietta di Azzedine Ounahi e alla rete nel finale di Soufiane Rahimi. Con 68.777 spettatori presenti e Michael Oliver a dirigere, i Leoni dell’Atlante sono stati compatti, cinici e spietati quando si sono presentate le occasioni. Achraf Hakimi ha servito l’assist per la prima rete. Brahim Díaz ha contribuito con due assist dalla panchina e su azione. Yassine Bounou ha gestito con sicurezza la pressione aerea e ha effettuato tre parate. Il Canada ha tenuto testa fisicamente al Marocco, ha esercitato una lunga pressione nella ripresa e riempito l’area avversaria sulle palle da fermo. Ma i numeri chiave rivelano perché il risultato finale è stato così netto.
Risultato e momenti chiave
Bisogna attendere il 50° minuto perché la partita si sblocchi. Hakimi sfonda sulla destra e serve Ounahi, che conclude con il destro per l’1-0. Il Canada risponde e continua ad accumulare calci d’angolo, ma la retroguardia marocchina vince i duelli decisivi. All’82’, Díaz imbuca ancora perfettamente per Ounahi, che realizza la sua doppietta personale. Nei minuti di recupero arriva il sigillo finale: Díaz inventa, Rahimi realizza di sinistro dall’interno dell’area per il 3-0. L’occasione migliore per il Canada nel primo tempo capita a Tani Oluwaseyi, che però trova la risposta del portiere. Nel secondo tempo, Jayden Nelson e Jacob Shaffelburg allargano il gioco, ma il guizzo giusto non arriva mai. Il Marocco gestisce il cronometro con falli intelligenti, spazzate e cambi nei minuti finali. Gli otto minuti di recupero nella ripresa non intaccano un vantaggio ben amministrato.
La gara resta intensa ma sotto controllo. Oliver ammonisce quattro canadesi e quattro marocchini nei due tempi, mentre i duelli si accumulano. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 dopo sei minuti di recupero, ma il Marocco aveva già trovato ritmo nella costruzione sulla destra. Da lì in poi, l’esperienza da dentro/fuori si vede in entrambe le aree: pochissime occasioni concesse, e tre create che hanno fatto la differenza.
Perché i numeri dicono 3-0
Il Canada ha primeggiato in alcune statistiche di volume, ma il Marocco ha saputo creare le occasioni che decidono le partite. I canadesi hanno tirato di più (11-5) e contato più tocchi in area (32-10). Hanno avuto anche una slavina di calci d’angolo (11-1) e collezionato 29 cross, di cui otto precisi. Tuttavia, il dato sui tiri in porta racconta un’altra storia: il Marocco ha centrato la porta quattro volte contro le tre del Canada, trasformando questi quattro tiri in tre gol. Il Marocco ha creato più occasioni nitide, 3 contro 1, segnando due di queste. Gli expected goals sono stati simili, con il Canada a 0,86 e il Marocco a 0,77: prova di quanto siano stati spietati i Leoni dell’Atlante quando sono arrivati davanti al portiere.
La difesa spiega tutto il resto. Il Marocco ha registrato 51 spazzate contro le 10 del Canada e ha vinto il 75% dei contrasti totali, con un perfetto 5/5 nella ripresa. Ha dominato nei duelli (53% a 47%), compreso il 56% in quelli aerei, frenando la pericolosità del Canada sulle palle inattive. Bounou ha aggiunto tre parate, due uscite alte e tre respinte, prevenendo 0,66 gol e garantendo una difesa solida e pronta a chiudere sulle seconde palle. Per il Canada, Maxime Crépeau chiude con -0,87 gol evitati e solo una parata: segno di quanto precisi fossero i tiri marocchini. Il Marocco si è anche distinto nella gestione del pallone in difesa, con 389 passaggi precisi su 472 tentati, impedendo al Canada di trovare occasioni di qualità nonostante la pressione.
Le dinamiche nell’ultimo terzo confermano la tendenza. Il Canada vanta 57 ingressi nell’ultimo terzo contro i 37 del Marocco e un successo del 64% nelle fasi offensive. Ma le incursioni dirette dei marocchini hanno trovato sempre i ricevitori giusti al momento giusto, grazie a uscite lucide e grande lavoro di sponda. Una volta avanti, gli ospiti hanno puntato tutto su compattezza e gestione del risultato, scambiando il controllo del campo con la solidità difensiva e puntate in ripartenza.
Piani partita e aggiustamenti
Le formazioni delineano subito lo scenario. Il Canada si dispone con un 4-4-2 aggressivo sulle fasce, con Stephen Eustaquio a dettare i tempi e i terzini a spingere alto. Il 4-2-3-1 marocchino bilancia le avanzate di Hakimi con un doppio mediano solido, passando poi a un compatto 4-4-2 in fase di non possesso. L’episodio che cambia presto la gara è l’infortunio di Ismael Saibari al 22’: entra Soufiane Rahimi che allunga la linea d’attacco. Una scelta che si è rivelata vincente proprio nel finale, quando le energie erano calate e le nuove forze hanno fatto la differenza. Sullo 0-0, i momenti migliori per il Canada arrivano dai palloni messi in area, ma i centrali marocchini respingono sempre il primo assalto.
La tripla sostituzione al 63’ da parte del Marocco dà nuova linfa alle fasce e al centrocampo. Sofyan Amrabat stabilizza la zona nevralgica, Chemsdine Talbi aiuta sulla fascia e in generale bloccano le corsie tanto gradite a Díaz per i suoi passaggi. Per il Canada, Cyle Larin entra al 63’ accanto a Jonathan David per trasformare il possesso in tiri, poi Promise David e Shaffelburg seguono al 78’ per tentare il recupero. Nelson e Osorio entrano all’87’ per mantenere la pericolosità sulle fasce. Il Marocco risponde con cambi difensivi, fra cui Marwane Saadane e Samir El Mourabet all’87’ per blindare il risultato. In sintesi, i cambi degli ospiti preservano la solidità e il clean sheet mantenendo sempre una minaccia in profondità. Tatticamente, nella ripresa la gestione del possesso vede il Canada in vantaggio (57%), ma i momenti chiave sono per il Marocco.
Azzedine Ounahi è stato il vero uomo decisivo e meritatamente il giocatore dell’incontro. Ottiene una Valutazione Sofascore di 9.1 con due gol su due tiri, entrambi nello specchio. Oltre alla realizzazione, ha collegato bene il gioco completando 33 passaggi su 42, di cui 11 nella metà campo avversaria. Ha realizzato anche un passaggio chiave e creato una grande occasione, mostrando di essere molto più di un incursore nel finale. Quattro falli subiti, tre spazzate e due recuperi aggiungono equilibrio a una prestazione completa a centrocampo. Il suo trasporto palla è stato uno dei tratti distintivi: 146,26 metri percorsi in totale e 42,62 di progressioni palla al piede. Anche i numeri post-tiro confermano tutto ciò: 1,4309 expected goals on target dimostrano la precisione delle sue conclusioni. In una partita decisa dai dettagli, Ounahi ha trasformato il minimo in massimo sul tabellone.
Azzedine Ounahi esulta durante una partita dei Mondiali FIFA 2026 tra Canada e Marocco. Grzegorz Wajda / Ball Raw Images Houston Houston Stadium USA Copyright: xGrzegorzxWajdax GW_CANvMOR-52
Intorno a lui, i compagni hanno suonato le note giuste. Brahim Díaz serve due assist e due passaggi chiave, orchestrando il gioco tra le linee. Achraf Hakimi crea la prima rete, vince due contrasti e guida personalmente la pressione difensiva sulla fascia destra. In difesa, Noussair Mazraoui (7.9) colleziona 10 spazzate e vince 11 duelli, mentre Issa Diop (7.5) aggiunge 10 spazzate e 69 passaggi completati su 75. E quando il Canada riesce ad arrivare in area, Bono (7.7) risolve con sicurezza, senza sbavature.
Altri protagonisti e la spinta del Canada
Stephen Eustaquio guida il Canada con una Valutazione Sofascore di 7.4, e i suoi numeri raccontano la voglia della squadra. Serve 64 passaggi, effettua 10 cross (quattro precisi) e crea tre occasioni. Tani Oluwaseyi è vivace nei suoi 63 minuti: 0,35 xG, due tiri e una grande occasione sfiorata. Ali Ahmed realizza quattro tackle, un’intercettazione e un passaggio chiave prima del cambio. Shaffelburg e Nelson, entrati dalla panchina, danno energia e servizio sugli esterni, combinando tre cross riusciti e due occasioni create. Il gioco sulle palle inattive e la spinta dalle corsie laterali producono volume, ma trovano sempre un muro di maglie rosse in area.
Il gruppo difensivo del Marocco si prende i meritati complimenti. Oltre alle statistiche principali su spazzate e duelli vinti, Redouane Halhal chiude con 63 passaggi riusciti su 66 e sei recuperi, consolidando la sinistra. Neil El Aynaoui e Ayyoub Bouaddi si dividono il lavoro in mezzo, sommando 75 passaggi precisi e letture difensive importanti. Chemsdine Talbi, subentrato, vince due contrasti, mentre Saadane è prezioso nei giochi aerei nel finale per mantenere la porta inviolata. La disciplina collettiva ha impedito al Canada, nonostante 11 calci d’angolo e 32 tocchi in area, di essere davvero pericoloso. Come squadra, i Leoni dell’Atlante hanno gestito il rischio e colpito quando si apriva lo spazio: una ricetta vincente nelle sfide a eliminazione diretta.
Il Marocco passa il turno con una prova di maturità fatta di controllo difensivo e cinismo sotto porta. Il Canada esce a testa alta, dopo un assalto che ha portato più territorio che pericoli nelle aree decisive. Per la statistica completa, le Heatmap dei giocatori e tutte le Valutazioni Sofascore, visita la pagina del match su Sofascore. Questa partita si è decisa in entrambe le aree, e il Marocco le ha fatte proprie.
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Il Marocco accede ai quarti di finale del Campionato del Mondo dopo una vittoria per 3-0 contro il Canada al NRG Stadium di Houston. L’incontro degli ottavi di finale era fermo sullo 0-0 all’intervallo, poi tutto è cambiato grazie alla doppietta di Azzedine Ounahi e alla rete nel finale di Soufiane Rahimi. Con 68.777 spettatori presenti e Michael Oliver a dirigere, i Leoni dell’Atlante sono stati compatti, cinici e spietati quando si sono presentate le occasioni. Achraf Hakimi ha servito l’assist per la prima rete. Brahim Díaz ha contribuito con due assist dalla panchina e su azione. Yassine Bounou ha gestito con sicurezza la pressione aerea e ha effettuato tre parate. Il Canada ha tenuto testa fisicamente al Marocco, ha esercitato una lunga pressione nella ripresa e riempito l’area avversaria sulle palle da fermo. Ma i numeri chiave rivelano perché il risultato finale è stato così netto.
Risultato e momenti chiave
Bisogna attendere il 50° minuto perché la partita si sblocchi. Hakimi sfonda sulla destra e serve Ounahi, che conclude con il destro per l’1-0. Il Canada risponde e continua ad accumulare calci d’angolo, ma la retroguardia marocchina vince i duelli decisivi. All’82’, Díaz imbuca ancora perfettamente per Ounahi, che realizza la sua doppietta personale. Nei minuti di recupero arriva il sigillo finale: Díaz inventa, Rahimi realizza di sinistro dall’interno dell’area per il 3-0. L’occasione migliore per il Canada nel primo tempo capita a Tani Oluwaseyi, che però trova la risposta del portiere. Nel secondo tempo, Jayden Nelson e Jacob Shaffelburg allargano il gioco, ma il guizzo giusto non arriva mai. Il Marocco gestisce il cronometro con falli intelligenti, spazzate e cambi nei minuti finali. Gli otto minuti di recupero nella ripresa non intaccano un vantaggio ben amministrato.
La gara resta intensa ma sotto controllo. Oliver ammonisce quattro canadesi e quattro marocchini nei due tempi, mentre i duelli si accumulano. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 dopo sei minuti di recupero, ma il Marocco aveva già trovato ritmo nella costruzione sulla destra. Da lì in poi, l’esperienza da dentro/fuori si vede in entrambe le aree: pochissime occasioni concesse, e tre create che hanno fatto la differenza.
Perché i numeri dicono 3-0
Il Canada ha primeggiato in alcune statistiche di volume, ma il Marocco ha saputo creare le occasioni che decidono le partite. I canadesi hanno tirato di più (11-5) e contato più tocchi in area (32-10). Hanno avuto anche una slavina di calci d’angolo (11-1) e collezionato 29 cross, di cui otto precisi. Tuttavia, il dato sui tiri in porta racconta un’altra storia: il Marocco ha centrato la porta quattro volte contro le tre del Canada, trasformando questi quattro tiri in tre gol. Il Marocco ha creato più occasioni nitide, 3 contro 1, segnando due di queste. Gli expected goals sono stati simili, con il Canada a 0,86 e il Marocco a 0,77: prova di quanto siano stati spietati i Leoni dell’Atlante quando sono arrivati davanti al portiere.
La difesa spiega tutto il resto. Il Marocco ha registrato 51 spazzate contro le 10 del Canada e ha vinto il 75% dei contrasti totali, con un perfetto 5/5 nella ripresa. Ha dominato nei duelli (53% a 47%), compreso il 56% in quelli aerei, frenando la pericolosità del Canada sulle palle inattive. Bounou ha aggiunto tre parate, due uscite alte e tre respinte, prevenendo 0,66 gol e garantendo una difesa solida e pronta a chiudere sulle seconde palle. Per il Canada, Maxime Crépeau chiude con -0,87 gol evitati e solo una parata: segno di quanto precisi fossero i tiri marocchini. Il Marocco si è anche distinto nella gestione del pallone in difesa, con 389 passaggi precisi su 472 tentati, impedendo al Canada di trovare occasioni di qualità nonostante la pressione.
Le dinamiche nell’ultimo terzo confermano la tendenza. Il Canada vanta 57 ingressi nell’ultimo terzo contro i 37 del Marocco e un successo del 64% nelle fasi offensive. Ma le incursioni dirette dei marocchini hanno trovato sempre i ricevitori giusti al momento giusto, grazie a uscite lucide e grande lavoro di sponda. Una volta avanti, gli ospiti hanno puntato tutto su compattezza e gestione del risultato, scambiando il controllo del campo con la solidità difensiva e puntate in ripartenza.
Piani partita e aggiustamenti
Le formazioni delineano subito lo scenario. Il Canada si dispone con un 4-4-2 aggressivo sulle fasce, con Stephen Eustaquio a dettare i tempi e i terzini a spingere alto. Il 4-2-3-1 marocchino bilancia le avanzate di Hakimi con un doppio mediano solido, passando poi a un compatto 4-4-2 in fase di non possesso. L’episodio che cambia presto la gara è l’infortunio di Ismael Saibari al 22’: entra Soufiane Rahimi che allunga la linea d’attacco. Una scelta che si è rivelata vincente proprio nel finale, quando le energie erano calate e le nuove forze hanno fatto la differenza. Sullo 0-0, i momenti migliori per il Canada arrivano dai palloni messi in area, ma i centrali marocchini respingono sempre il primo assalto.
La tripla sostituzione al 63’ da parte del Marocco dà nuova linfa alle fasce e al centrocampo. Sofyan Amrabat stabilizza la zona nevralgica, Chemsdine Talbi aiuta sulla fascia e in generale bloccano le corsie tanto gradite a Díaz per i suoi passaggi. Per il Canada, Cyle Larin entra al 63’ accanto a Jonathan David per trasformare il possesso in tiri, poi Promise David e Shaffelburg seguono al 78’ per tentare il recupero. Nelson e Osorio entrano all’87’ per mantenere la pericolosità sulle fasce. Il Marocco risponde con cambi difensivi, fra cui Marwane Saadane e Samir El Mourabet all’87’ per blindare il risultato. In sintesi, i cambi degli ospiti preservano la solidità e il clean sheet mantenendo sempre una minaccia in profondità. Tatticamente, nella ripresa la gestione del possesso vede il Canada in vantaggio (57%), ma i momenti chiave sono per il Marocco.
MVP: Azzedine Ounahi (9.1 Valutazione Sofascore)
Azzedine Ounahi è stato il vero uomo decisivo e meritatamente il giocatore dell’incontro. Ottiene una Valutazione Sofascore di 9.1 con due gol su due tiri, entrambi nello specchio. Oltre alla realizzazione, ha collegato bene il gioco completando 33 passaggi su 42, di cui 11 nella metà campo avversaria. Ha realizzato anche un passaggio chiave e creato una grande occasione, mostrando di essere molto più di un incursore nel finale. Quattro falli subiti, tre spazzate e due recuperi aggiungono equilibrio a una prestazione completa a centrocampo. Il suo trasporto palla è stato uno dei tratti distintivi: 146,26 metri percorsi in totale e 42,62 di progressioni palla al piede. Anche i numeri post-tiro confermano tutto ciò: 1,4309 expected goals on target dimostrano la precisione delle sue conclusioni. In una partita decisa dai dettagli, Ounahi ha trasformato il minimo in massimo sul tabellone.
Intorno a lui, i compagni hanno suonato le note giuste. Brahim Díaz serve due assist e due passaggi chiave, orchestrando il gioco tra le linee. Achraf Hakimi crea la prima rete, vince due contrasti e guida personalmente la pressione difensiva sulla fascia destra. In difesa, Noussair Mazraoui (7.9) colleziona 10 spazzate e vince 11 duelli, mentre Issa Diop (7.5) aggiunge 10 spazzate e 69 passaggi completati su 75. E quando il Canada riesce ad arrivare in area, Bono (7.7) risolve con sicurezza, senza sbavature.
Altri protagonisti e la spinta del Canada
Stephen Eustaquio guida il Canada con una Valutazione Sofascore di 7.4, e i suoi numeri raccontano la voglia della squadra. Serve 64 passaggi, effettua 10 cross (quattro precisi) e crea tre occasioni. Tani Oluwaseyi è vivace nei suoi 63 minuti: 0,35 xG, due tiri e una grande occasione sfiorata. Ali Ahmed realizza quattro tackle, un’intercettazione e un passaggio chiave prima del cambio. Shaffelburg e Nelson, entrati dalla panchina, danno energia e servizio sugli esterni, combinando tre cross riusciti e due occasioni create. Il gioco sulle palle inattive e la spinta dalle corsie laterali producono volume, ma trovano sempre un muro di maglie rosse in area.
Il gruppo difensivo del Marocco si prende i meritati complimenti. Oltre alle statistiche principali su spazzate e duelli vinti, Redouane Halhal chiude con 63 passaggi riusciti su 66 e sei recuperi, consolidando la sinistra. Neil El Aynaoui e Ayyoub Bouaddi si dividono il lavoro in mezzo, sommando 75 passaggi precisi e letture difensive importanti. Chemsdine Talbi, subentrato, vince due contrasti, mentre Saadane è prezioso nei giochi aerei nel finale per mantenere la porta inviolata. La disciplina collettiva ha impedito al Canada, nonostante 11 calci d’angolo e 32 tocchi in area, di essere davvero pericoloso. Come squadra, i Leoni dell’Atlante hanno gestito il rischio e colpito quando si apriva lo spazio: una ricetta vincente nelle sfide a eliminazione diretta.
Il Marocco passa il turno con una prova di maturità fatta di controllo difensivo e cinismo sotto porta. Il Canada esce a testa alta, dopo un assalto che ha portato più territorio che pericoli nelle aree decisive. Per la statistica completa, le Heatmap dei giocatori e tutte le Valutazioni Sofascore, visita la pagina del match su Sofascore. Questa partita si è decisa in entrambe le aree, e il Marocco le ha fatte proprie.