Vlahovic-Juventus, è davvero finita: numeri, addio e cosa cambia per il futuro bianconero

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20 lug 2026Vlahovic-Juventus, è davvero finita: numeri, addio e cosa cambia per il futuro bianconero

Dusan Vlahovic e la Juventus si separano dopo quattro anni e mezzo. L’incontro andato in scena il 3 giugno 2026 alla Continassa non ha portato all’accordo per il rinnovo del contratto in scadenza il 30 giugno e, salvo clamorosi ribaltoni, l’attaccante serbo lascerà Torino a parametro zero. Le parti hanno deciso di interrompere definitivamente le trattative, mettendo fine a una vicenda che si trascinava ormai da diversi mesi.
Un’avventura tra alti e bassi, ma con numeri importanti
Arrivato dalla Fiorentina nel gennaio 2022 come uno degli acquisti più costosi della storia juventina, Vlahovic ha rappresentato per lungo tempo il presente e il futuro dell’attacco bianconero.
I dati della sua esperienza parlano di 168 presenze complessive, 68 reti e 16 assist, con una media superiore a un gol ogni due partite. Numeri che lo collocano tra i migliori marcatori della Serie A dal suo arrivo a Torino: dal 28 gennaio 2022 soltanto Lautaro Martinez ha segnato più di lui nel massimo campionato italiano, mentre il serbo condivide la seconda posizione con Victor Osimhen a quota 50 reti.
Statistiche che testimoniano un rendimento significativo, nonostante le difficoltà attraversate dalla Juventus negli ultimi anni e i frequenti cambi di guida tecnica.

Il nodo economico ha fatto la differenza
Se dal punto di vista sportivo Vlahovic ha continuato a garantire un contributo importante, sul piano economico la distanza tra le parti è rimasta troppo ampia.
La Juventus, impegnata nel contenimento dei costi e nella costruzione di un nuovo progetto tecnico, avrebbe proposto un rinnovo a cifre sensibilmente inferiori rispetto all’attuale ingaggio, uno dei più elevati della Serie A. L’entourage del giocatore, invece, non ha accettato una riduzione così marcata dello stipendio, portando alla rottura definitiva.
La scelta del club sembra rispondere a una precisa strategia societaria: alleggerire il monte ingaggi e investire su un nuovo ciclo più sostenibile.

La nuova Juventus di Spalletti riparte da un altro attacco
Con la permanenza di Luciano Spalletti in panchina e una dirigenza orientata a rinnovare la rosa, l’addio di Vlahovic apre inevitabilmente un nuovo capitolo per il reparto offensivo bianconero.
Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di un’accelerazione per il ritorno di Randal Kolo Muani, individuato come uno dei principali obiettivi per il post-Vlahovic, mentre sullo sfondo restano altri profili internazionali per completare il nuovo attacco juventino.
Per Spalletti, che punta su un calcio intenso e verticale, la prossima estate rappresenterà un passaggio fondamentale per costruire una squadra più aderente alle proprie idee.
Un addio che lascia comunque il segno
Al di là delle valutazioni economiche e tecniche, la storia tra Vlahovic e la Juventus si chiude con un bilancio che merita rispetto.

Il centravanti serbo è stato uno dei volti simbolo della ricostruzione bianconera post-Cristiano Ronaldo, attraversando stagioni complicate ma riuscendo comunque a mantenere una produzione realizzativa di alto livello. Le sue 68 reti complessive e il secondo posto nella classifica marcatori della Serie A dal suo arrivo certificano un impatto che difficilmente potrà essere dimenticato.
Ora le strade si dividono: Vlahovic si prepara a una nuova avventura internazionale, mentre la Juventus apre ufficialmente un nuovo ciclo, con l’obiettivo di tornare protagonista in Italia e in Europa.
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I dati della sua esperienza parlano di 168 presenze complessive, 68 reti e 16 assist, con una media superiore a un gol ogni due partite. Numeri che lo collocano tra i migliori marcatori della Serie A dal suo arrivo a Torino: dal 28 gennaio 2022 soltanto Lautaro Martinez ha segnato più di lui nel massimo campionato italiano, mentre il serbo condivide la seconda posizione con Victor Osimhen a quota 50 reti.
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Un addio che lascia comunque il segno
Al di là delle valutazioni economiche e tecniche, la storia tra Vlahovic e la Juventus si chiude con un bilancio che merita rispetto.
Il centravanti serbo è stato uno dei volti simbolo della ricostruzione bianconera post-Cristiano Ronaldo, attraversando stagioni complicate ma riuscendo comunque a mantenere una produzione realizzativa di alto livello. Le sue 68 reti complessive e il secondo posto nella classifica marcatori della Serie A dal suo arrivo certificano un impatto che difficilmente potrà essere dimenticato.
Ora le strade si dividono: Vlahovic si prepara a una nuova avventura internazionale, mentre la Juventus apre ufficialmente un nuovo ciclo, con l’obiettivo di tornare protagonista in Italia e in Europa.