L’Argentina completa una drammatica rimonta per 3-2 sull’Egitto

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L’Argentina si qualifica ai quarti di finale del Mondiale dopo una pazza vittoria 3-2 sull’Egitto ad Atlanta. Un finale travolgente ha ribaltato una sfida degli ottavi che per oltre un’ora era sembrata in mano ai Faraoni. Davanti ai 68.239 spettatori del Mercedes-Benz Stadium, Lionel Messi ha guidato la rimonta con un gol e un assist, mentre Enzo Fernández ha segnato la rete decisiva nel recupero. I campioni in carica hanno chiuso con il 64% di possesso, 19 tiri contro 5 e un xG di 2.90 a 0.97, numeri che raccontano una pressione costante premiata dall’esecuzione nel finale.
L’Egitto parte forte e punisce la partenza esitante dell’Argentina. Yasser Ibrahim apre le marcature al 15’ su corner di Marwan Attia. Mostafa Shobeir poi para il rigore di Messi al 21’, mantenendo il vantaggio e fissando la cifra di una difesa rigida. Nella ripresa, l’Egitto raddoppia al 67’ quando Mostafa Ziko chiude un’azione avviata da Haissem Hassan, con un controllo VAR protagonista nell’occasione. Da lì, la risposta dell’Argentina è stata implacabile e chirurgica, trasformando uno 0-2 in un 3-2 in 11 minuti tra tempo regolamentare e recupero.
Come si è ribaltato il match nel finale
L’Argentina ha gestito il possesso e occupato il campo ma è rimasta sotto fino al 79’. Cristian Romero accorcia con un colpo di testa imperioso, servito proprio da Messi, e l’inerzia della partita cambia. Quattro minuti dopo, Messi firma il pareggio da pochi passi, raccogliendo il cross basso di Gonzalo Montiel. Al 90+2, Lautaro Martínez imbuca per Fernández, che davanti a Shobeir non sbaglia e rifinisce una rimonta che l’Argentina stava costruendo da tutto il secondo tempo.

Il dominio dell’Albiceleste si è visto in ogni fase offensiva. Hanno toccato il pallone 34 volte nell’area egiziana (contro 8), creato 6 grandi occasioni e colpito un legno. Il volume di cross ha fatto la differenza nell’ultimo quarto d’ora, con una pioggia di palloni e seconde palle che ha tenuto l’Egitto schiacciato. Anche prima dei gol, il numero di tiri era in costante aumento e il flusso della partita si è ulteriormente spostato con i cambi su entrambe le fasce.
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Il dominio dell’Albiceleste si è visto in ogni fase offensiva. Hanno toccato il pallone 34 volte nell’area egiziana (contro 8), creato 6 grandi occasioni e colpito un legno. Il volume di cross ha fatto la differenza nell’ultimo quarto d’ora, con una pioggia di palloni e seconde palle che ha tenuto l’Egitto schiacciato. Anche prima dei gol, il numero di tiri era in costante aumento e il flusso della partita si è ulteriormente spostato con i cambi su entrambe le fasce.
I numeri dietro la rimonta argentina
Nei 90 minuti più i 7 di recupero, l’Argentina ha tirato 19 volte contro 5, con 7 tiri nello specchio e 4 grandi occasioni fallite. Il gap xG di 2.90 a 0.97 riflette la qualità delle opportunità, dal rigore parato di Messi a una serie di conclusioni ravvicinate nel finale. Le incursioni nell’ultimo terzo sono finite 74 a 26, con 191 passaggi su 233 completati in quella zona (82%), mantenendo alta la pressione. Anche il dribbling ha fatto la differenza: Argentina 11 su 16 per il 69%, Egitto 10 su 26 per il 38%.
L’Argentina ha inoltre vinto il 75% dei contrasti e recuperato 48 palloni contro i 36 egiziani, base per gli attacchi sulle seconde palle dopo le respinte. Tre fuorigioco fischiati, segno di una pressione costante sulla linea. Su piazzati e cross, la quantità ha premiato più della precisione: 26 cross tentati e 8 riusciti, ma l’accumulo ha logorato l’Egitto. Corner 6 a 1 per l’Argentina, ulteriore conferma del dominio territoriale.
Il piano dell’Egitto: esecuzione e protagonisti
La prima ora dell’Egitto ha rispecchiato bene le 43 respinte e le 10 intercettazioni: blocco basso organizzato e ripartenze pungenti. L’hanno concretizzato col gol in avvio di Ibrahim e la rete di Ziko nella ripresa, traendo energia dalle giocate difensive della retroguardia. Nel primo tempo hanno concesso solo 7 tiri e sono sopravvissuti a un rigore, grazie all’intervento di Shobeir. In aria, dopo l’intervallo, si sono adattati vincendo 6 duelli aerei su 8 nel secondo tempo, alleggerendo la pressione sulle palle alte.
Singolarmente, Ziko si è messo in mostra davanti: ha segnato, prodotto 0.64 xG con l’unico tiro e servito un passaggio chiave, meritando la Valutazione Sofascore di 7.6. Ibrahim ha inciso su entrambi i fronti con un gol, 7 respinte e 1 deviazione, chiudendo col 7.3. Shobeir impegnato e sicuro: 4 parate, rigore neutralizzato, 3 uscite alte e un 7.3 di Valutazione Sofascore. In mezzo, Marwan Attia e Mohanad Lasheen hanno sommato 69 passaggi precisi e 6 respinte, mentre Hassan ha creato una grande occasione e guadagnato (e poi causato) il rigore: vero lavoro da due lati del campo.
MVP del match: Lionel Messi Valutazione Sofascore 9.3
Messi porta a casa il premio di Giocatore dell’incontro con una Valutazione Sofascore di 9.3, frutto di produzione diretta e regia offensiva. Ha firmato il pari e servito l’assist per Romero, ma a colpire ancor di più è stato il volume di occasioni create. Ha prodotto 6 passaggi chiave e 12 cross (4 a buon fine), oltre a 2 grandi occasioni create. Le sue statistiche avanzate sono all’altezza della prestazione: 1.004 xG e un pesante 0.78 xA dai 51 passaggi e 91 tocchi totali.
Oltre all’ultima giocata, Messi ha trascinato l’Argentina con continuità: 42 passaggi riusciti su 51, un legno colpito, 28 conduzioni totali e 9 progressive per 125,6 metri avanzati. Ha tirato 5 volte, centrando la porta in 2 occasioni, dimostrandosi resiliente anche dopo il rigore sbagliato nel primo tempo. È stato controllo, insistenza e qualità decisiva nei minuti-combattuti. Subito dietro, Leandro Paredes ha chiuso con 8.3 grazie a 119 passaggi col 97% di precisione, 11 recuperi e 129 tocchi, mentre l’8.0 di Enzo Fernández abbina il gol vittoria a 75 passaggi precisi e 0.56 xA.
Cosa racconta questo risultato su entrambe le squadre
Il percorso dell’Argentina verso i quarti è stato tracciato da controllo e pazienza. Ha vinto il 53% dei duelli, mantenuto alta la precisione dei passaggi nelle zone pericolose e attaccato fino a far cedere la difesa. I cambi al 66’ e al 73’ hanno dato ampiezza e qualità negli ultimi metri, con Martínez e Montiel ciascuno a referto con un assist. Se c’è qualcosa da sistemare, è l’efficacia: 4 grandi occasioni mancate, compreso il rigore parato, hanno tenuto la partita aperta più del necessario.
Per l’Egitto, vanno sottolineati organizzazione e resilienza. Al massimo con le prime occasioni, hanno difeso con coraggio e i migliori hanno risposto alla grande. I cartellini nel finale per Shobeir, Hamdy Fathy e Attia al 90+ mostrano quanto il gruppo abbia dovuto stringere i denti. Alla fine, i numeri erano pesantissimi: 34 tocchi subiti nella propria area, 74 attacchi subiti nell’ultimo terzo e 2.90 xG concessi. Una miscela letale che invita la pressione — e l’Argentina ha saputo colpire.
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